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ARCHETIPI DEL FEMMINILE, LA DEA ARTEMIDE

Aderite con entusiasmo ad una manifestazione femminista, amate correre, fare arrampicata o immersioni subacquee per esplorare territori incontaminati? O magari coltivate rapporti con uomini con cui amate sentirvi intellettualmente alla pari… In simili circostanze è Artemide che vi guida con razionalità, idealismo e autosufficienza.

Artemide è l’archetipo femminile che guida la donna nel coltivare la propria autosufficienza e realizzazione personale. Persegue con idealismo e determinazione le cause in cui crede, spesso vicine ai principi del femminismo e alla tutela delle minoranze. La sua energia può essere davvero in grado di “scalare le montagne”, ma anche rivelarsi distruttiva se non accosta la sua razionalità estrema con l’indulgenza proveniente da altre energie del femminile.

 

Artemide nella mitologia greca

Nella mitologia greca Artemide, dea della caccia e della luna, è figlia di Zeus e della divina Leto, l’ennesima “amante” con la quale Zeus tradì sua moglie Era.

E fu proprio per vendetta di quest’ultima che Leto, dopo aver messo al mondo Artemide, subì nove giorni di travaglio prima di far nascere il secondo gemello: Apollo. Il mito narra che fu la stessa Artemide ad aiutare la madre durante il parto: ella era infatti anche la dea invocata come protettrice delle partorienti e dei neonati.

Artemide, come Atena, è una dea vergine: non si sposò mai né fu mai assoggettata ad un uomo. Dea della natura incontaminata vagava in piena autosufficienza con le sue ninfe per i boschi senza curarsi affatto di doveri e consuetudini tradizionalmente riservati alle donne.

Il suo temperamento idealista, razionale e indomito poteva trasformarsi in una rabbia feroce, spesso sproporzionata, per ogni minimo sopruso commesso ai danni suoi o di altre donne.

 

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Caratteristiche dell’archetipo Artemide

L’archetipo Artemide rimanda a tutti quegli aspetti di autosufficienza e autonomia che consentono a una donna di coltivare la propria femminilità come valore in sé, a prescindere dalla relazione con un uomo (Era, Afrodite), un figlio (Demetra) o una madre (Persefone).

Questa energia archetipica rimanda alla natura più selvaggia di una donna: il femminile più autentico che può definirsi senza dover dipendere da altri. È l’archetipo femminile che guida una donna nella propria realizzazione personale, nel poter stare bene da sola con se stessa e nel poter nutrire interesse per ambiti di sua scelta. Artemide è l’energia che sostiene una donna nell’esplorare territori incontaminati, siano essi della natura fisica o intellettuale.

La razionalità di Artemide è diversa, anche se potenzialmente complementare, a quella di Atena: non è il successo sociale o accademico a muoverla verso nuove conoscenze, ma l’interesse e il coinvolgimento verso un ambito, una causa o una disciplina.

La donna Artemide difficilmente si impegnerà per eccellere nello studio, nel lavoro o nello sport se non sarà motivata da una divorante a idealistica passione per ciò che fa: la sua competitività non è fine a se stessa. L’energia di Artemide è quella che rende le donne fiere della propria autosufficienza, nella vita o in alcuni ambiti di essa e consente loro di proteggerla e tutelarla dalle invasioni altrui.

 

Risorse e pregi di Artemide

Le caratteristiche dell’archetipo femminile Artemide portano una donna a combattere fermamente per le cause in cui crede, a difendere con convinzione e onestà intellettuale gli ideali e i valori che motivano le sue scelte senza permettere che vengano “contaminati” da compromessi di convenienza o di opportunismo.

La donna mossa da Artemide è di conseguenza capace anche di grande lealtà e, infatti, può stabilire ottimi rapporti di “sorellanza” con altre donne, di cui spesso difende i diritti, ma anche di fratellanza con altri uomini.

Questi ultimi, che siano amici, mariti o colleghi di lavoro, suscitano il suo interesse solo sulla base di affinità intellettuali e di modalità di rapporto assolutamente paritarie: l’archetipo Artemide rifiuta di adeguarsi a qualunque forma di sessismo o discriminazione di genere.

 

Criticità e limiti di Artemide

Il mito narra che un giorno mentre Artemide e le sue ninfe stavano facendo il bagno in una radura, il cacciatore Atteone le vide e rimase ad osservarle. Irata per quella che riteneva un’offesa mortale, Artemide lo trasformò in cervo e fece in modo che finisse divorato dai suoi stessi cani.

Un altro mito narra invece di Orione, l’unico uomo che Artemide ebbe mai amato, che ella fini per uccidere accidentalmente con una freccia in una competizione col fratello Apollo. La rabbia cieca e la competitività possono rivelarsi due aspetti distruttivi se l’archetipo Artemide prende il sopravvento nella personalità di una donna impedendole di sviluppare anche l’energie di altre dee.

Una donna in cui questo archetipo domina in modo troppo netto può far inavvertitamente soffrire gli altri, anche coloro a cui tiene. Può rivelarsi spietata e manichea nel dare giudizi, incapace di perdonare gli errori altrui, di contemplare sfumature nelle intenzioni degli altri o di provare empatia. A questo possono accostarsi una sfrenata competitività e un sostanziale disprezzo per la vulnerabilità che possono logorare anche un rapporto con un uomo a cui tiene respingendo e svilendo ogni sua manifestazione di amore e di affettività.

 

Artemide e le altre dee

Artemide ha alcuni aspetti complementari e altri in opposizione ad Atena. Come quest’ultima è una dea vergine che predilige la razionalità al pericolo di sentirsi emotivamente vulnerabile e che porta avanti con determinazione e indipendenza i suoi interessi.

Se però Atena è l’archetipo “tutto testa” al punto da porre in secondo piano la consapevolezza del corpo e dei suoi bisogni, Artemide è al contrario l’energia femminile più vicina al contatto con la natura non solo del mondo esterno, ma anche del corpo  e del suo benessere.

Artemide aderisce a una causa con idealismo, “sposando” i valori che la ispirano, Atena può farlo per difesa della verità, per il proprio razionale senso di giustizia senza il trasporto e l’immedesimazione di Artemide. Una donna può avere una personalità fortemente guidata da questo archetipo e incontrare solo in età adulta le energie femminili della sensualità (Afrodite), dell’amore coniugale (Era) o della maternità (Demetra) integrandole con la sua indole selvaggia e autosufficiente.

Oppure può accadere che una donna non contatti mai la propria natura Artemide, che passi da una relazione sentimentale all’altra senza sviluppare mai la capacità di stare da sola con se stessa fino a che la terza età non la ponga in condizione di scoprire per la prima volta (un divorzio, la crescita dei figli, la vedovanza ecc.) una propria dimensione di solitudine creativa e di autosufficienza.

Che rappresenti il perno della personalità, per tutta la vita o una parte di essa, o che rimanga una voce minoritaria nel “coro” delle dee, l’archetipo Artemide rappresenta uno degli elementi essenziali affinché una donna impari a stare bene con se stessa e possa, di conseguenza, utilizzare le energie degli altri archetipi femminili per star bene anche con gli altri.

 

Artemide ai giorni nostri

La battaglia dei sessi (2017) è un film che racconta la storia vera della campionessa di tennis Billie Jean King che nel 1973 riuscì a battere l'ex campione maschile Bobby Riggs rivendicando a pieno titolo il diritto delle donne alla parità di diritti compresa la retribuzione economica.

La protagonista ben rappresenta il vigore dell’energia femminile di Artemide che non si lascia piegare dagli ostacoli di una società maschilista e persegue con egual determinazione la competizione per lo sport che ama e la battaglia femminista per la parità fra i sessi.

“Sarò la migliore. In questo modo potrò cambiare le cose.” (Billie Jean King, La battaglia dei sessi, 2017)

 

 

Bibliografia:

Bolen J.S., Le dee dentro la donna. Una nuova psicologia del femminile, Astrolabio, 1991.

Woolger J.B. & Woolger R.J., La dea sulla terra Le divinità che animano le donne, I Timoni, 2014.

 

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