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GENIO E SREGOLATEZZA: LA RELAZIONE TRA CREATIVITÀ E DISTURBI MENTALI

La creatività sfocia nella pazzia? Tanti casi nella storia hanno posto le basi per questa domanda. Le ricerche neurologiche dimostrano una certa fragilità nei creativi, ma per Freud può essere una via di fuga dai disturbi mentali.

"Genio e sregolatezza" non è solo un modo di dire o meglio non è una frase totalmente slegata dalla realtà. La tendenza alla creatività, intesa come capacità di moltiplicare il proprio punto di vista e di trovare diverse soluzioni ad uno stesso problema, è stata messa in relazione alla comparsa di disturbi mentali.

 

I casi celebri

Nella storia ci sono molti casi celebri di persone altamente creative che hanno sviluppato una serie di comportamenti stravaganti. Non si tratta di artisti che per apparire tali cercano di sfuggire alle regole sociali e crearsi un'immagine, ma di coloro che per una personale predisposizione guardano la realtà con occhi diversi con un'attitudine più vicina al pensiero divergente. Si va dagli inventori, pensiamo agli aneddoti sulle stravaganze di Einstein, agli artisti come Michelangelo o Van Gogh. La creatività è la capacità di sfuggire alle regole precostituite e questo spesso accade anche nel caso dei disturbi mentali. Ciò che ci resta da comprendere è che tipo di relazione sussiste tra questi due fenomeni: si tratta davvero di una relazione causa-effetto o si tratta solo di compresenza.

 

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Le ricerche neurologiche

Già Seneca aveva evidenziato un collegamento tra genialità e follia e le ricerche moderne confermano queste intuizioni. Gli studiosi della personalità, ad esempio, hanno associato alla creatività qualità positive e negative (quali aggressività e antisocialità). Cattell, uno dei padri della psicometria, trovò in un gruppo di scienziati contrassegnati da alta creatività una maggiore presenza di tratti quali schizotipia, instabilità emotiva e radicalismo. Più recentemente il Karolinska Institutet di Stoccolma ha condotto la più vasta ricerca in merito che ha visto coinvolti 1,2 milioni di pazienti psichiatrici e i loro familiari. Lo studio ha dimostrato un'alta presenza di individui dotati di grande creatività, tra questi spiccano gli scrittori. Scienziati, danzatori, artisti e fotografi non presentano grandi differenza dal resto della popolazione mentre gli scrittori soffrono maggiormente di ansia, schizofrenia, abuso e depressione. Per tutte le categorie c'è una forte percentuale di provenienza da famiglie che soffrono di disturbo bipolare o schizofrenia.

 

La visione psicanalitica

Il punto di vista della psicanalisi è diverso, sebbene riaffermi con forza un profondo legame tra malattia mentale e creatività. Quest'ultima però va intesa come un atteggiamento psicologico di apertura alle opportunità, una molla propositiva che ci spinge all'azione evitandoci di perderci nella disperazione. Per Freud la creatività nasce da un conflitto psichico tra desideri contrastanti e le opere d'arte non sono altro che i disagi mentali materializzati. La funzione primaria della creatività è riparatoria e compensativa ed in questo senso è una via di fuga dalla fuga dei propri desideri alla base di alcuni disturbi mentali.

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