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COME ALIMENTARE LA CREATIVITÀ A SCUOLA

La scuola è il primo grande luogo che aiuta i bambini a darsi una struttura e ad affrontare la regole. Eppure c’è bisogno anche di alimentare la creatività perché non ci sia appiattimento. Come fare?

La scuola è per sua natura un ambiente strutturato che propone ai propri allievi un modus operandi e privilegia uno stile di pensiero.

Ciò è dovuto a questioni organizzative e pratiche: una sola insegnante da sola difficilmente può adattarsi totalmente ai ritmi di 30 studenti, ma questo non vuol dire rinunciare alla creatività.

Allora come adattare queste due esigenze? Come alimentare la creatività a scuola?

 

La creatività: quale coltivare?

Un primo modo per uscire da questa empasse consiste nel capire quale tipo di creatività si voglia alimentare. Non esiste una definizione unica, può essere:

  1. Un atteggiamento, una propensione all’ignoto e al rischio di rinunciare ad una risposta omologata,
  2. Una propensione a cercare più soluzioni ad un solo problema,
  3. Un addestramento alla ristrutturazione cognitiva del problema, cioè la capacità di vedere un problema da più punti di vista.

Alessandro Antonietti, psicologo e docente di psicologia all’Università Cattolica di Milano, pone un’ulteriore considerazione: i training alla creatività spesso comportano dei difetti essendo basati sull’approfondimento di una sola modalità di pensiero e presentano delle esercitazioni lontane dalla quotidianità.

 

Una ricerca nella scuola dell’infanzia e nella primaria

Antonietti prosegue analizzando e proponendo un percorso sperimentato nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria che utilizza la narrazione.

La storia – contenitore permette di illustrare le dinamiche mentali in forma semplificata e di sostenere il coinvolgimento emotivo che contemporaneamente consente l’identificazione con i personaggi e una forte motivazione al compito.

Le caratteristiche di queste storie sono:

  • La storia utilizza più linguaggi per stimolare diversi percorsi di pensiero;
  • Le vicende si prestano ad essere generalizzate anche a situazioni reali;
  • I compiti proposti dalla storia spinge i bambini ad un confronto continuo che, grazie alla supervisione dell’insegnante, fa emergere diversi punti di vista;
  • La narrazione deve inserirsi coerentemente all’interno del percorso didattico previsto.

 

Lo sviluppo del pensiero narrativo nel bambino e la sua importanza

 

Allora cosa aumenta la creatività?

L’impianto teorico descritto è alla base del “Programma di sviluppo della Creatività Infantile” e la sua efficacia è stata testata grazie all’utilizzo di strumenti di misurazione della creatività basate su stimoli visivi e verbali, attraverso delle ricerche condotte in Lombardia e in Basilicata.

La ricerca offre diversi spunti interessanti: da una parte sottolinea la possibilità di intervenire e aumentare la creatività in bambini così piccoli, dall'altra fornisce utili indicazioni formative per l’addestramento degli insegnanti.

Nello specifico due sono le modalità vincenti:

  1. Esercizi che portino il bambino ad utilizzare schemi di pensiero per lui inusuali
  2. La costruzione di un clima di classe che approvi le idee controcorrente e la libera espressione di ognuno, anziché fornire precise indicazioni di lavoro

 

Sciluppare il pensiero divergente a scuola

 

 

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