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COMUNICARE SENZA PAROLE: I SEGNALI DEL LINGUAGGIO NON VERBALE - PRIMA PARTE

Comunicare è scambiare informazioni, bisogni, emozioni, messaggi, tra due o più persone coinvolte in un’interazione: attraverso questo importante e potente processo naturale e immediato, gli individui entrano in contatto tra loro. Si può comunicare in molti modi, sia mediante segnali verbali che non verbali. Mentre la comunicazione verbale si basa sul linguaggio, e quindi avviene grazie all’uso delle parole cui vengono attribuiti significati simbolici, quella non verbale comprende una serie di segnali corporei e paralinguistici che possono assumere significati diversi, a seconda della relazione, del contesto, del momento in cui si verificano e delle parole che eventualmente sostengono e accompagnano. In questo articolo sarà possibile conoscere alcuni segnali del linguaggio non verbale, mentre altri verranno descritti in un articolo successivo.

La comunicazione non verbale è un linguaggio di relazione che sostiene e completa la comunicazione verbale, spesso lasciando emergere in modo inconsapevole contenuti profondi che l’emittente non aveva intenzione di rivelare, o in alcuni casi, di cui non aveva neppure consapevolezza.

Molti gesti, infatti, sono del tutto automatici, tanto che può succedere che chi li compie non sia in grado di controllarli né manovrarli.

I segnali non verbali possono essere difficili da interpretare: il ricevente può investirli di contenuti diversi, proprio perché il loro significato non è esplicitamente dichiarato e può risultare ambiguo o considerato solo in parte.

I canali comunicativi attraverso cui possono viaggiare le informazioni non verbali sono diversi:

- visivo, attraverso cui vengono percepiti le espressioni facciali, i gesti e i movimenti del corpo, 
- uditivo, atto a captare i segnali paralinguistici,
- olfattivo, per percepire odori e profumi,
- tattile, mediante cui viene percepito il contatto fisico,
- prossemico, relativo alla vicinanza o distanza tra le persone.


I segnali non verbali sono tanti e molto vari. Essi possono riguardare la mimica facciale, che include tutti quei segnali che è possibile cogliere osservando il volto di una persona: la corrugazione della fronte, i movimenti delle sopracciglia, l’intensità e la direzione dello sguardo, i movimenti del naso e della bocca.

I movimenti della fronte sono generalmente legati all’interesse per un oggetto (qualcuno, qualcosa) e alla concentrazione su di esso, e possono nascondere tante emozioni (paura, stupore, preoccupazione, collera, irritazione) in relazione a tali processi. Corrugare la fronte mentre racconto uno spiacevole episodio che si è verificato a lavoro, ad esempio, può essere un segnale non verbale mediante cui esprimo preoccupazione e paura per quel che succederà in seguito a tale evento.

I movimenti delle sopracciglia si verificano in concomitanza con quelli della fronte, e solitamente rafforzano il significato di questi ultimi. Lo sguardo, e in generale gli occhi, danno informazioni sia sull’atteggiamento interpersonale della persona, che sulla sua vita intrapsichica; la direzione dello sguardo, la ricerca o l’evitamento del contatto oculare, le lacrime, strizzare o spalancare gli occhi, ad esempio, sono tutti segnali che possono indicare interesse o meno verso qualcosa o qualcuno, gioia o tristezza, apertura o chiusura verso l’esterno, paura, difficoltà di comprensione, meraviglia.

I movimenti della bocca rivelano sia emozioni e pensieri personali, che l’atteggiamento della persona verso l’ambiente esterno. L’inclinazione degli angoli della bocca, a seconda che questa sia verso il basso o verso l’alto, può indicare emozioni – rispettivamente – di tristezza o di gioia; le labbra serrate possono indicare irrigidimento, chiusura, critica. Il sorriso è un importantissimo segnale non verbale relazionale: non solo dà informazioni sullo stato d’animo della persona che sorride, ma è anche un potente strumento comunicativo, con cui si accoglie, si sostiene, si stabilisce un contatto con l’altro.

I movimenti del corpo forniscono molte informazioni sulla personalità e sulle emozioni di una persona. Durante una interazione, ad esempio, a seconda che le braccia siano aperte verso l’esterno, o strette verso il proprio corpo, questi gesti possono essere indice di apertura o chiusura nei confronti della realtà circostante e delle persone con cui si è in relazione. Oltre alla posizione degli arti e al modo in cui vengono mossi, anche l’intensità dei gesti si rivela un importante segnale comunicativo non verbale: gesti veloci, scattanti, decisi, possono celare emozioni di rabbia, inquietudine, paura, o stati di ansia, irritabilità, preoccupazione, mentre gesti più lenti e cauti sono generalmente indice di calma, riflessività, o anche tristezza, noia, apatia.

Nel prossimo articolo, verranno presentati altri comportamenti non verbali, relativi alla postura, alla prossemica, all’intonazione della voce.

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