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ALFABETIZZAZIONE DIGITALE: DI COSA PARLIAMO?

Alfabetizzazione digitale: è un termine ancora vago per certi aspetti che ha a che fare con una sorta di apprendimento base per l'uso delle Nuove Tecnologie. Purtroppo non c'è ancora chiarezza su cosa e come insegnare, vediamolo insieme.

Per molti anni si è parlato digital divide, cioè della distanza che colpisce diverse fasce della popolazione (età, genere, possibilità economiche, ecc..) nell'uso e nella disponibilità ad avere le nuove tecnologie.

Oggi la diffusione degli strumenti tecnologici è sicuramente aumentata, anche grazie ai device mobili e il divario, almeno idealmente, potrebbe essere diminuito.

L'Europa stessa si è espressa nel suo nuovo programma Europe2020 sull'importanza che tutti possano apprendere le basi della strumentazione digitale.

Tale necessità si è espressa soprattutto nelle fasce d'età più giovani che devono essere aiutate a non restare indietro, ma anche per gli anziani sono stati progettati diversi percorsi per sostenerli nell'alfabetizzazione digitale.

Ma cos'è l'alfabetizzazione digitale?


Cos'è l'Alfabetizzazione Digitale

Il processo di alfabetizzazione fa riferimento all'acquisizione delle competenze base per poter leggere e scrivere; tale processo è ben radicato nella nostra cultura e nel nostro sistema scolastico, ma quando si parla di alfabetizzazione digitale le certezze vacillano.

La difficoltà maggiore sta nel definire in modo chiaro e condiviso quali siano le reali competenze di base e inoltre è difficile parificare tutti i livelli di utenti che hanno appreso in modo indipendente ad usare le Nuove Tecnologie.

 

Chi sono i nativi digitali?

 

L'Europa, il divario e l'alfabetizzazione

L'agenda europea sta puntando molto su come superare il divario digitale e migliorare l'alfabetizzazione lungo l'intero arco della vita. Le stime dicono che nel 2013 il 60% della popolazione europea usa quotidianamente Internet, ma il 20% non ha mai effettuato un accesso.

L'alfabetizzazione quindi non può ancora essere pensata senza considerare anche il divario digitale. Secondo l'esperto Szilárd Molnár esistono tre tipi di divario: quello relativo alle possibilità di accesso, quello che deriva dal non uso (c'è chi potrebbe, ma non vuole accedere) e infine c'è il divario che discrimina i buoni utilizzatori da quelli "traballanti".

Ed è su questo livello che si inseriscono gli interventi a favore dell'alfabetizzazione digitale. L'Europa stabilisce le linee guida a cui i vari paesi si devono allineare e parlano di sviluppo di su "abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet".

 

Le azioni sul territorio: la Lombardia

La Regione Lombardia attua un programma piuttosto ampio di interventi che ci aiuta a comprendere meglio le dimensioni dell'alfabetizzazione digitale.

Gli interventi prevedono:

  • azioni che promuovano un miglioramento delle competenze di base sia qualitativamente, sia quantitativamente,
  • azioni di sensibilizzazione delle fasce meno esposte o meno interessate,
  • rafforzamento dell'apprendimento,
  • definizione o rafforzamento di sistemi di formazione e certificazione in ambito ICT che vadano oltre i sistemi classici, anche attraverso l'uso di piattaforme online.

Se comunque la descrizione della direttiva europea vi sembra vaga, tutto sommato non avete torto: il problema nasce dal fatto che, se per leggere e scrivere occorre passare per forza dall'apprendimento dell'alfabeto per poi migliorare e accrescere le proprie competenze, in quest'ambito non è chiaro quale sia il codice di base (programmazione, immagini, programmi di base?) né quali siano gli step che indichino un concreto miglioramento.

 

Ecco come si studia nell'era digitale

 

 

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