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LE CARATTERISTICHE DEI RAPPORTI DI COPPIA

Con l’avvicinarsi del 14 febbraio, la festa per antonomasia degli innamorati, tante sono le coppie che festeggiano, i single che rimpiangono vecchie storie passate, ma altrettanto numerose sono le coppie in crisi o caratterizzate da un’elevata conflittualità. Attualmente, infatti, risulta sempre più alto il numero delle coppie in crisi che, dopo vari tentativi di “risanare” il rapporto, optano per la separazione. Ma cosa tiene unita una coppia e cosa, invece, aumenta le probabilità di incomprensioni e conflitti?

Premesso che esistono numerose teorie formulate nell’ampio settore della terapia di coppia, facendo riferimento alla teoria sistemica, è possibile affermare che, nel momento in cui i due partner coinvolti nella relazione interagiscono tra loro, generano una dinamica che è qualcosa di più della semplice somma degli scambi tra i due partner stessi. Ciò che si crea, dunque, è un legame, un rapporto di coppia peculiare ed è proprio tale legame che andrebbe "curato” per ridurre o evitare al minimo forti conflitti.

Diverse tipologie di legame di coppia

Nella letteratura clinico psicoterapeutica di coppia (Lo Verso, 2005) possiamo individuare tre diverse forme di legame di coppia; ciascuna tipologia, a grandi linee, consente di “prevedere” la probabilità di presenza o assenza di conflitti o crisi, nonché le modalità di gestione del conflitto stesso. I tre legami di coppia sono:

  • Assimilazione. Per assimilazione si fa riferimento alla tendenza da parte della coppia ad annullare o ridurre al minimo tutti quegli elementi che indicano differenze caratteriali tra i due partner. In questo tipo di legame, dunque, ogni membro della coppia possiede la credenza che l’altro abbia la stessa percezione e visione del mondo; accade, pertanto, che nel momento in cui ci si scontra con la normali diversità di ciascuno, emerga il conflitto e la tendenza di inglobare l’altro a sé.  In presenza di incomprensioni, momenti di stress o periodi di forti cambiamenti, è tipico in questa coppia l’atteggiamento “colpevolizzante”, ovvero attribuire la causa del proprio malessere o disagio al partner stesso, con tutte le conseguenze negative che un comportamento di questo tipo genera.
  • Divisione di parti: in questa tipologia di legame i due membri della coppia, sostanzialmente, tendono a polarizzarsi verso posizioni diametralmente opposte e per questo motivo sono eternamente o quasi in conflitto. A differenza dell’assimilazione, dunque, nella coppia vengono annullate tutte le somiglianze e affinità col partner a favore di una costante accentuazione delle differenze personali. In questo tipo di legame prevale dunque il singolo, a discapito del senso del “noi”, della complicità, del supporto reciproco (“io sono paziente, tu sei impaziente”; “io sono in grado di ascoltare, tu non lo sei”).
  • Reciprocità: all’interno di questo legame esistono e vengono tollerate possibilità e apertura al dialogo, al confronto costruttivo e alla riconciliazione in presenza di conflitti o incomprensioni. Ciascun partner riconosce e rispetta le peculiarità dell’altro e al contempo la coppia possiede e riconosce somiglianze e affinità. Attraverso un ascolto empatico dell’altro e dell’impegno reciproco verso mete comuni, i due partner si muovono all’interno di una relazione dove i due soggetti, pur rispettandosi nelle loro peculiarità, riescono a gestire insieme i problemi quotidiani, a progettare la loro vita, a “perdonarsi” a vicenda e a guardare insieme al futuro.

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Consigli

Qui di seguito vengono proposti dei semplici consigli da mettere in pratica al fine ridimensionare e/o ricondurre su un versante funzionale il conflitto col proprio partner. I suggerimenti forniti, pur nella loro semplicità, possono aiutare a vivere diversamente il conflitto o le incomprensioni reciproche:

  • Nel corso delle inevitabili discussioni è sicuramente utile ascoltarsi in silenzio, senza ribattere a quanto dice l’altro. Per quanto possa sembrare “banale”, infatti, questo atteggiamento fa in modo che la discussione non degeneri.
  • Chiedersi cosa possiamo fare noi di diverso, in prima persona, per generare nell’altro una reazione diversa.
  • Porre domande piuttosto che “sentenziare” (ad esempio, al posto di affermare: “Tu mi trascuri", potrebbe essere più utile chiedere: ma secondo te, se passassimo più tempo insieme, non farebbe bene ad entrambi?”)


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Immagine | it.photl.com

 

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