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MENTAL COACH, FIGURA UTILE IN AZIENDA

Sempre più aziende e liberi professionisti si rivolgono al mental coach, che insegna le strategie più efficaci per esprimere al 100% il proprio potenziale.

Quali sono gli ingredienti per avere successo nel lavoro? Un percorso di studi di alto livello, un background di esperienze qualificanti, l’abitudine di tenersi sempre aggiornati sulle novità di settore. Sono tutti elementi imprescindibili, eppure non si può dire che siano sufficienti. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui determinate persone che appaiono perfette sulla carta, quando vengono effettivamente inserite in una nuova azienda, semplicemente “non funzionano”.

Anche in un ambito apparentemente inquadrato come quello professionale, bisogna fare i conti con tante dimensioni un po’ più immateriali e sfuggenti. Ad affrontarle in modo organico è una figura professionale specifica, che prende il nome di mental coach.

 

Definizione di mental coach

Anche un bambino saprebbe descrivere i compiti di un allenatore sportivo, spiegando perché è determinante per il successo della squadra (o dell’atleta, se la disciplina è individuale). Un mental coach in fin dei conti segue gli stessi principi, con una sola grande differenza: allena la mente e non il corpo.

L’immaginario comune dipinge i mental coach come guru, motivatori che fanno leva più sulle emozioni che su metodologie scientifiche. Questa, però, è una rappresentazione estremamente parziale.

Il mental coach non fa il “lavaggio del cervello”, né costringe chiunque a seguire sempre lo stesso schema predefinito, indipendentemente dalla propria personalità. Il suo obiettivo è molto diverso: comprendere il potenziale dell’individuo e metterlo nelle condizioni di dare il meglio

 

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Mental coach per i manager aziendali

Sono sempre di più le aziende che decidono di investire in piani di mental coaching, individuali o di gruppo, rivolti ai loro manager.

A volte si rende necessario un intervento ad hoc per affrontare al meglio un periodo di grandi cambiamenti, come una ristrutturazione aziendale o una nuova strategia di sviluppo. I top executive in questo caso sono messi di fronte a una doppia responsabilità: da un lato adattarsi a una realtà diversa, dall’altro lato guidare la propria squadra assicurandosi che nessuno resti indietro.

Ma non è detto che debba per forza entrare in gioco un’occasione fuori dall’ordinario. Basta riflettere sul potere che viene assegnato ai dirigenti, e sul carico di pressione che ne deriva, per capire che è saggio aiutarli a migliorare costantemente le proprie performance

 

Mental coach per i liberi professionisti d'impresa

Il mercato del lavoro di oggi, però, non è fatto soltanto di grandi aziende strutturate. Si fanno sempre più spazio i liberi professionisti, svincolati dai rigidi organigrammi aziendali ma al tempo stesso privi di garanzie e chiamati a reinventare ogni giorno la propria professionalità.

A un consulente chiamato a ottenere risultati veloci e concreti, il mental coach può insegnare le strategie più efficaci per gestire il tempo senza sacrificare nottate e weekend, fare a patti con lo stress e, così facendo, mantenere una qualità della vita soddisfacente anche nei periodi più intensi.

Tutti questi in realtà sono solo esempi di massima. Se è vero che non esistono al mondo due persone identiche tra loro, appare evidente come il mental coach competente sia quello che sviluppa piani d’azione specifici sulla base delle precise esigenze del suo interlocutore. 

 

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Foto: Katarzyna Białasiewicz / 123RF.com

 

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