Coaching emozionale: risolvere i problemi utilizzando le emozioni

Le emozioni sono il sistema di comunicazione fra il livello di equilibrio individuale e quello sociale: ci informano contemporaneamente sul nostro stato di benessere-malessere e sul nostro modo di interpretare la realtà. Con il coaching emozionale è possibile riconoscere i disagi e risalire da essi ai presupposti in base ai quali agiamo automaticamente. Diventa così possibile negoziare tali presupposti con se stessi e con gli altri e ridefinire contesti relazionali più efficaci

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È passato il tempo in cui si ritenevano le emozioni un disturbo alla coscienza, alla possibilità di ragionare efficacemente e di fare scelte valide. Il coaching emozionale riconosce l’emozione come una forma di computazione intelligente che emerge da un insieme di presupposti e da un sistema di regole relazionali. Poiché i nostri presupposti sono stati quasi sempre assunti inconsapevolmente, sperimentiamo spesso le emozioni come qualcosa che ci succede e non come un ambito in cui possiamo esercitare la nostra respons-abilità (abilità a rispondere). Il coaching emozionale è una metodologia che permette di rilevare i presupposti su cui si fonda ogni emozione per poi negoziarli esplicitamente e così rendere risolvibili i problemi con se stessi e con gli altri.

 

In America già da qualche anno il coaching emozionale viene utilizzato come preparazione al matrimonio. Le tecniche impiegate permettono in breve tempo di sciogliere i problemi e i disagi e insegnano alla coppia come gestire sensazioni e situazioni complesse. L’intervento di coaching emozionale è richiesto tuttavia anche in azienda per risolvere problemi che emergono in contesti di cambiamento: riorganizzazioni, entrata in ruolo, conflitti organizzativi ed interpersonali, etc… Il coaching emozionale è fondato sulla dinamica delle emozioni e dei valori. L’azienda per ottenere l’impegno necessario da parte del lavoratore sa che deve dare soddisfazione ai suoi bisogni e naturalmente non parliamo solo di soldi, ma anche per esempio della possibilità di realizzarsi attraverso un buon clima nell’ambiente di lavoro. Il rapporto dell’organizzazione con i lavoratori deve essere di “ascolto” e “trasformazione” in modo da saper assimilare le loro richieste valoriali sul piano etico.

 

Questo processo di ascolto e trasformazione è circolare e continuo, e avviene tanto a livello individuale, di ciascuno con se stesso, quanto a livello organizzativo, di ciascuno con l’organizzazione e le persone che la compongono e il mercato che creano. È un processo che richiede capacità di partecipare la complessità delle relazioni e si attua prendendo in considerazione ciò che davvero si desidera perseguire. In tutto ciò gioca un ruolo primario la consapevolezza delle emozioni, della comunicazione con noi stessi, del nostro apprendere, pensare, scegliere e agire.

 

Coaching emozionale e intelligenza emotiva

Il lavoro con il coaching emozionale può evolversi fino alla creazione di un know-how relazionale in grado di dirigere le energie sprecate in relazioni disfunzionali verso obiettivi di collaborazione. Il coaching emozionale è intrinsecamente legato al concetto di intelligenza emotiva, ossia la capacità di monitorare i propri sentimenti e quelli altrui per orientare opportunamente i comportamenti al fine di raggiungere obiettivi individuali o comuni.

 

Daniel Goleman esprime le cinque caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva su cui il coaching emozionale lavora:
- la consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
- il dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
- la motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
- l’empatia, la capacità di sentire ciò che sente l’altro;
- l’abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire le dinamiche che accadono tra le persone.
Il coaching emozionale si riferisce all’allenamento e quindi allo sviluppo di queste cinque caratteristiche attraverso le quali diventa possibile riconoscere le modalità di comunicazione con se stessi e con gli altri, e dunque rendersi conto di come e quanto ciò determini il proprio comportamento.

 

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