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COME AMBIENTARSI IN UNA NUOVA CITTÀ

Che sia per necessità di studio o di lavoro, trasferirsi in una nuova città rappresenta spesso un’opportunità densa di sfide. Ambientarsi può non essere facile all'inizio, fare nuove amicizie può sembrare un’impresa ardua e il senso di solitudine può prendere il sopravvento. Ma la parola d’ordine è: non mollare!

 

Trasferirsi in una nuova città cambiare vita può essere un’esperienza eccitante e del tutto inedita: l’entusiasmo per la novità, la sensazione di avere il mondo in tasca, di aver avuto il coraggio di rischiare e mettersi in gioco per andare incontro ad un proprio progetto di vita. Sono tutti elementi che contribuiscono a rendere densa di progettualità positiva la scelta di un trasferimento. Questi stati d’animo tuttavia si accompagnano, presto o tardi, anche a paure e incertezze: ambientarsi in una nuova città – in Italia o all’estero – può non essere facile. Come affrontare le difficoltà senza perdere di vista la motivazione iniziale?

 

Cercare a tutti i costi quello ciò che è familiare

Gli esseri umani tendenzialmente sono strutturati per adattarsi alle nuove esperienze secondo due modalità, le stesse che connotano i processi di apprendimento della prima e seconda infanzia del bambino: assimilazione e accomodamento.

Facciamo riferimento ai processi di assimilazione quando ci troviamo in una situazione facilmente equiparabile a quelle che già conosciamo e dove, pertanto, possiamo cavarcela utilizzando strategie note e familiari.

Se si ci si trasferisce in una grande metropoli affine a quella di provenienza o si rimane entro il perimetro del proprio Paese sicuramente si ritroveranno elementi molto più familiari rispetto a chi opta ad esempio per un trasferimento all’estero. Anche all’estero tuttavia la persona probabilmente ricercherà luoghi dall’apparenza vagamente familiare: prima o poi – in barba alle migliori raccomandazioni di buon senso – cederà alla tentazione di andare a mangiare un’improbabile pizza margherita al ristorante italiano all’angolo oppure potrebbe scoprirsi una assiduo frequentatore di Mc Donad’s che ora, a miglia di distanza dall’Italia, assume dei connotati imprevedibilmente familiari (d’altronde è la catena americana di fast food da più tempo diffusa in Italia che moltissime persone hanno conosciuto all’epoca della propria infanzia o prima adolescenza).

Ciò che la persona spesso tende a ricercare in una nuova città sono quelle situazioni in cui poter ritrovare un qualche elemento familiare che per un attimo la faccia sentire ancora un po’ “a casa”.

 

Leggi anche Cambiare vita, consigli pratici >>

 

Cmabiare città; confrontarsi con la novità e l’ignoto

Se ci si è appena trasferiti in una nuova città ci si deve confrontare anche con importanti elementi di novità: cultura e abitudini sociali (specie per chi si trova all’estero), strade e mezzi di trasporto (chi non si è perso almeno una volta?), solitudine. Sì, perché ci si ritrova nella maggior parte dei casi a dover ricostruire una propria rete sociale da zero o quasi.

Fare nuove amicizie in un contesto estraneo può rappresentare una sfida impegnativa, specie per coloro che si trasferiscono per motivi di lavoro, in una fase quindi già più che adulta della loro vita, in cui si è usciti da circuiti formativi che facilitavano l’incontro e l’integrazione con i coetanei. Le occasioni per socializzare quindi possono essere poche e, probabilmente, quasi nulle se si mantiene un atteggiamento passivo o, peggio, ci si chiude in casa.

Il rischio è che la propria vita diventi una rigida alternanza fra casa e lavoro – lavoro che spesso nelle fasi iniziali richiede tutte le energie della persona – in assenza di aree di socialità, svago e hobby o interessi.

Ecco che occorre chiamare in causa il secondo meccanismo cognitivo che è utile adottare di fronte ad una situazione nuova e non così familiare: l’accomodamento. Le vecchie strategie non sono più sufficienti: non basta fare la propria vita aspettando che nuove amicizie o nuovi incontri possano “capitare” per caso. A differenza di prima adesso occorre dedicarsi attivamente e intenzionalmente a fare nuove amicizie e a coltivare reti di relazioni e attività di interesse o di svago: tutto quello che in questi ambiti prima si dava per scontato non lo è più!

 

Cambiare città: il senso di solitudine

Prima di partire può darsi che che ci si sia concentrati soprattutto sulle condizioni abitative e di lavoro e sul dispiacere del dover abbandonare i propri affetti più cari. Una volta arrivati, sbrigate le prima incombenze urgenti, ingranato con il lavoro e trovata una sistemazione è possibile che il senso di solitudine inizi a farsi sentire.

Sì perché una volta trovata una sistemazione stabile da un punto di vista concreto (la casa, il lavoro, i mezzi di trasporto, affitto, bollette ecc) la mente tende a rilassarsi come se aver sistemato i problemi pratici fosse sufficiente ad aver ricostruito un proprio ambiente di vita. Niente di più fuorviante: siete solo all’inizio!

 

Fare nuove amicizie: non adagiarsi

Quando ci si deve ambientare in una nuova città e fare nuove amicizie forse la prima regola è: non adagiarsi. Non rimanere chiusi a casa, non limitarsi a rincorrere i pochi italiani all’esterno o le uniche persone della propria città di origine ma ricercare attivamente situazioni, occasioni e contesti in cui conoscere nuove persone e la anche a costo di farlo… da soli!

Uscire da soli ad esplorare la nuova città in cui si vive – anche a costo di perdersi, sentirsi “strani” o annoiarsi – è molto importante. Questo, soprattutto le prime volte, non vi garantirà la possibilità di conoscere nuove persone, ma vi permetterà di fare un’operazione preliminare fondamentale: familiarizzare col territorio. Consentirete alla vostra mente di rendere quei luoghi via via sempre più familiari, di ri-conoscerli ogni volta che ci passerete davanti e di iniziare a sentirvi in un ambiente un po’ meno estraneo.

Passo numero due, quello di individuare luoghi in cui tornare e da utilizzare per scandire una vostra routine: può essere il bar in cui andare a fare colazione, il centro estetico, il negozio di alimentari o altro purché siano luoghi che vi piacciono e dove magari iniziare a scambiare due parole col gestore o i clienti abituali.

Infine, sembra una banalità ma non lo è, cercare occasioni per praticare hobby o coltivare interessi insieme ad altre persone. Per alcuni è la palestra, per altri un corso di yoga o di burraco, per altri ancora un’associazione, un gruppo di trekking o una scuola di lingue.

Ci sono anche molte attività culturali e di volontariato che non richiedono alcun impegno economico e che possono comunque consentire di conoscere persone, che non siano persone del tutto “a caso”, ma con cui si condivida a propri già un interesse o un’attività di qualche tipo.

Per i più pigri esistono anche alcune App nate proprio con l’intenzione di connettere gruppi di persone geograficamente vicine e accomunate da comuni interessi: ma Meetup alle App dedicate al Social-Eating la scelta è abbastanza ampia. Adesso non ci sono proprio più scuse…

 

Leggi anche Psicologia del viaggiatore, perché partiamo? >>

 

Foto: |Dragan Grkic / 123rf.com 

 

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