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PSICOTERAPIE

Bioenergetica

Supervisione a cura della dott.ssa Chiara Antonaroli, psicologa e psicoterapeuta

Bioenergetica: in teoria

 

L’analisi bioenergetica è una forma di psicoterapia psico-corporea ideata da Alexander Lowen (1910-2008), psicoanalista e psichiatra statunitense allievo di un allievo di Sigmund Freud, Wilhelm Reich (1897-1957). Mentre Freud poneva attenzione soltanto alla produzione verbale dei pazienti, Reich introdusse nella psicoanalisi anche l'osservazione del corpo e del suo linguaggio. Reich, sperimentando tecniche per rilassare muscoli cronicamente tesi, scoprì come tutto ciò aiutava il paziente a entrare in contatto con forti emozioni a lungo dimenticate e represse. Arriva così a individuare un’identità funzionale tra psiche e soma (corpo): ogni tensione fisica corrisponde a un blocco emozionale e viceversa. Fin dalla nascita l’uomo costruisce le proprie difese come “miglior risposta possibile” alle carenze dell’ambiente dove si trova a vivere. Reich le chiama “armature caratteriali” e le riscontra nel modo di muoversi, respirare, comportarsi, emozionarsi, pensare, vedere il mondo, interagire. Introduce così, a fianco all’analisi verbale, il lavoro sul corpo, per allentare l’armatura, e chiama la sua terapia vegetoterapia carattero-analitica.

Sarà poi Alexander Lowen, a partire dagli anni Cinquanta, a sviluppare l’analisi bioenergetica ed elaborare il lavoro corporeo con il paziente. Lowen affianca all’obiettivo dell’abbandonarsi quello dell’autoaffermazione: l’approccio prevede che il paziente impari a stare sulle proprie gambe oltre che a lasciarsi andare. Riprendendo il concetto di "armatura caratteriale" di Reich, Lowen identifica cinque modalità di base corrispondenti a cinque tipi caratteriali: schizoide, orale, masochista, psicopatico, rigido. Ogni persona presenta un insieme unico di tratti di uno o più caratteri. Ogni carattere rappresenta una tipologia: un diritto negato nell’infanzia (diritto di esistere, di avere bisogno, di imporsi, di essere autonomo, di amare sessualmente), una particolare postura e struttura corporea, un certo livello energetico, un caratteristico modo di relazionarsi, e via dicendo.
Questi elementi costituiscono una traccia per la diagnosi e per la terapia.

 

Bioenergetica: in pratica

 

La terapia bioenergetica ha lo scopo di allentare i blocchi e riportare la persona in grounding, ovvero a contatto con la propria realtà e le proprie potenzialità bloccate. Il percorso terapeutico è adattato al paziente nella sua unicità e irripetibilità, quindi può variare molto da caso a caso per durata, contratto, tipo e quantità di lavoro corporeo proposto. Il terapeuta integra all’analisi verbale degli esercizi che favoriscono la consapevolezza dei propri segnali corporei, l’espressione delle emozioni, l’affermazione dei propri bisogni, l’abbandono e la fiducia nel libero flusso dell’energia vitale. Parallelamente si reintegrano parti di sé, si lavora sulla postura, sulla mobilità del corpo, sulla respirazione, sul recupero della propria storia.

Esiste la possibilità di praticare esercizi di bioenergetica non come psicoterapia ma per allentare le tensioni fisiche e migliorare la circolazione dell’energia nel corpo; in tal caso il percorso può essere differente, e consiste nel frequentare classi di esercizi bioenergetici. Si tratta di piccoli gruppi di lavoro corporeo condotti da un professionista formato presso le scuole di analisi bioenergetica, che può anche non essere psicologo. Partendo dalle tecniche di respirazione e dagli esercizi, Alexander Lowen ha ideato questa proposta di lavoro per dare l’opportunità, anche alle persone che non sono in terapia, di allentare i propri blocchi corporei. Possono altresì essere un sostegno al lavoro di psicoterapia.
Le classi si distinguono dai gruppi di terapia perché i vissuti dei partecipanti non vengono elaborati.

Il percorso può svolgersi in un setting individuale o di gruppo.


Bioenergetica: in quali casi è consigliata

 

Un percorso di analisi bioenergetica può essere adatto sia nel caso di uno stato di disagio sia semplicemente per accrescere il proprio benessere e aumentare la vitalità. Considerando la persona nella sua totalità psico-corporea, ogni disturbo viene letto ad entrambi i livelli; non ci sono disturbi per i quali non è indicata ma ci possono essere situazioni nelle quali scegliere un altro approccio. Quindi ogni caso richiede una valutazione specifica.
Va ricordato che:

  • le tecniche vanno adattate al paziente, soprattutto per quanto riguarda la parte del lavoro che coinvolge il corpo;
  • essendo contemplato anche il lavoro corporeo è sempre necessario che il paziente informi il terapeuta di eventuali patologie fisiche sofferte o, nel dubbio, si rivolga al proprio medico per un accertamento preliminare.

 

In Italia, negli ultimi anni sono state anche avviate interessanti esperienze nel campo della riabilitazione di pazienti psichiatrici all’interno di strutture pubbliche, nel campo della psicologia e psicopatologia sportiva e in quello della riabilitazione psicomotoria.

 

Bioenergetica: certificazioni e deontologia

 

L’esercizio di ogni tipo di attività psicoterapeutica – come indicato nel punto 3 della legge Ordinamento della professione di psicologo –  è subordinato a una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia presso scuole di specializzazione universitaria o istituti riconosciuti dal MIUR.

Nei casi invece in cui la bioenergetica non sia applicata come psicoterapia ma come psicologia della salute,il percorso può essere differente, e consistere semplicemente in corsi di formazione in conduzione di classi di esercizi bioenergetici.

 

Bioenergetica: organizzazioni italiane e internazionali

 

 

La risorsa in più – Leggi parte del testo fondamentale di Lowen, "Bioenergetica"

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