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AUTOSTIMA, COME AUMENTARLA

Sentirsi degni di ammirazione e stima, sentirsi capaci e competenti… sono elementi indispensabili per esistere come persone. L’autostima è un aspetto “vitale” della nostra psiche. Vediamo allora come aumentarla.

Immaginate di stare osservando un acquario: dei bei pesciolini colorati nuotano tra le alghe, l’acqua è il loro habitat; ciò che è indispensabile alla loro sopravvivenza.

L’autostima per gli esseri umani è come l’acqua per i pesci: è indispensabile per la nostra vita psicologica perché è responsabile del valore che ognuno si riconosce di avere come persona.

Per questo l’autostima è una forte spinta motivazionale. Molti dei nostri comportamenti, dai più semplici ai più complessi, sono finalizzati a mantenere l’autostima e con essa l’immagine che gli altri avranno di noi, specie quando temiamo che questa venga messa a repentaglio. 

Come aumentarla? Le risposte di solito sono piuttosto controintuitive: diceva Carl Rogers “solo quando mi accetto così come sono, divengo in grado di cambiare…”.

 

Come aumentare l’autostima: lo sviluppo

L’autostima corrisponde al valore che diamo a noi stessi come persone e al senso di competenza che ci riconosciamo nei vari ambiti della nostra vita.

Si tratta di un aspetto della nostra vita psichica fortemente correlato all’identità e alle conferme che riusciamo ad ottenere dagli altri. Ognuno di noi, infatti, va costruendo nell’infanzia le basi per la propria autostima e il proprio senso di identità.

Per sapere di esistere e di essere persone valide e amabili infatti abbiamo anzitutto bisogno di esistere nella mente degli altri, di percepire che i nostri genitori prima, i nostri insegnanti e gli altri adulti di riferimento poi, hanno in mente un’idea positiva di noi, nutrono fiducia e apprezzamento per quello che siamo e che facciamo.

In questo modo, man mano che cresciamo e raggiungiamo l’età adulta, possiamo interiorizzare questo atteggiamento di fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità e costruire una fonte interna per la nostra autostima.

 

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In età adulta, se la nostra autostima è sufficientemente solida sarà quindi meno dipendente dalla necessità di ottenere conferme esterne, come quando eravamo bambini, ma saremo in grado di mantenere un’immagine sufficientemente buona di noi nonostante insuccessi, piccoli e grandi fallimenti, errori o mancanze che riconosceremo di aver commesso…

Non sempre però le cose sono così semplici, può accadere che in certe circostanze della vita la nostra autostima subisca un duro colpo o che, non avendo avuto la possibilità di consolidarla in giovane età, si rimanga anche in età adulta fortemente dipendenti del giudizio altrui e quindi molto insicuri di sé stessi. Vediamo allora cosa caratterizza un’autostima fragile e come aumentarla.

 

Come aumentare l’autostima: una storiella

Circola in rete una storiella piuttosto illuminante riguardo all’autostima e a ciò che la rende stabile o vulnerabile al giudizio degli altri.

Un insegnante un giorno entra in aula e fa vedere ai suoi alunni un biglietto da 20 euro chiedendo loro “chi di voi lo vorrebbe?”. Naturalmente tutti alzano prontamente la mano.

Poi l’insegnante inizia a stropicciare la banconota e, quando è tutta sgualcita, chiede ai suoi ragazzi “chi di voi ancora la vorrebbe?”, di nuovo tutte le mani si alzano… L’insegnante allora butta a terra i 20 euro e inizia a calpestarli con la scarpa, quindi di nuovo chiede ai suoi alunni “ancora la vorreste?”, tutte le mani si alzano per la terza volta…

L’insegnante allora spiega loro che, naturalmente, vogliono ancora la banconota perché, nonostante sia stata stropicciata e calpestata il suo valore non è cambiato… Nella vita, dice, molte persone vi faranno sentire calpestati o umiliati, ma quello che è importante che ricordiate è che il vostro valore come persone non sarà cambiato

Aumentare l’autostima non significa dover avere qualcosa “in più”, ma riconoscere ciò che si ha, imparare ad accettarsi così come si è: andate già bene così, non c’è nulla di sbagliato in voi, questo è il primo passo per rendere la vostra autostima più solida e poter davvero migliorare voi stessi.

 

Come aumentare l’autostima: pregi e difetti

C’è un’importante distorsione cognitiva che tutti noi commettiamo molto spesso ogni qualvolta sentiamo vacillare la nostra autostima.

Si tratta di quelli che in psicologia vengono definiti meccanismi di attribuzione: tutti noi cerchiamo di darci una spiegazione sufficientemente plausibile delle cause degli eventi che ci accadono.

Quando facciamo qualcosa, otteniamo un successo o un fallimento (es. un esame universitario, un colloquio di lavoro ecc.) possiamo attribuire la responsabilità a noi stessi o all’esterno (gli altri, la fortuna, il caso).

Se è vero che esistono disastri improvvisi dove nulla possiamo fare è anche vero che solitamente, nella maggior parte dei casi, è possibile individuare sia una componente “esterna” sia una parte di nostra responsabilità all’esito delle nostre azioni.

Accade a volte che invece queste attribuzioni siano troppo sbilanciate: attribuite la maggior parte dei vostri successi alla “fortuna” o al “caso” e vi ritenete invece sempre massimamente responsabili di quello che non va?

Probabilmente la vostra autostima ne gioverebbe se riuscite a riequilibrare le cose, a riconoscervi qualche merito e ad essere più indulgenti con i vostri difetti.

Anche il meccanismo contrario non è salutare per l’autostima: se vi sorprendete a pensare che a voi vanno solo i meriti dei vostri successi e che sono sempre gli altri ad essere colpevoli di quello che va male.. beh attenzione: nessuno di noi è onnipotente e illudersi di essere “senza errore e senza macchia” rende paradossalmente molto più fragile la propria autostima.

Un’autostima sana, solida, non si fonda sulla convinzione di non sbagliare e di non avere difetti, ma sulla capacità di assumersi anche la responsabilità di questi aspetti più critici di sé stessi senza per questo diminuire il proprio valore personale (i 20 euro valgono ancora 20 euro…vi ricordate?).

 

Come aumentare l’autostima: io ideale e io reale

C’è un altro aspetto, sempre riferito ai meccanismi di attribuzione, che è utile monitorare per aumentare l’autostima.

Quando sentiamo che la nostra autostima viene danneggiata proviamo di solito un’intensa vergogna e può accadere che un errore o un insuccesso ci sembri irreparabile e che in testa ci frulli una voce molto simile a “e adesso gli altri che penseranno di me?”…

La vergogna, se troppo pervasiva, può essere una trappola perché ci fa perdere di vista la differenza fra l’esito di una nostra azione e il valore globale della nostra persona. Quando anche dovesse accaderci di commettere un errore sarà bene sforzarci di tenere distinti questi due aspetti: il valore di una persona non si riduce ad un singolo comportamento e non può essere messo in discussione da un unico insuccesso.

Ognuno di noi ha dentro di sé un proprio “Io ideale”, un’immagine di come vorrebbe essere a alla quale cerca nel corso della vita di adeguare il più possibile il proprio “Io reale”.

La discrepanza fra questi due aspetti  - come vorremmo essere e come siamo realmente – può minare l’autostima e l’immagine di sé, quando ci confrontiamo con un ideale di noi stessi eccessivamente elevato e poco realistico o quando, al contrario, ci riconosciamo privi di ambizioni e di aspettative di miglioramento su noi stessi.

La giusta via sta nel mezzo dicevano gli antichi… Gli ideali verso cui tende la nostra personalità devono essere realistici quanto basta e fantastici quanto serve per fungere da guida e ispirazione per lo sviluppo di noi stessi.

Dice a proposito di questo l’attrice americana Tracee Ellis Ross: “Ogni giorno mi sforzo per fare in modo che lo spazio tra dove sono adesso e dove voglio arrivare mi serva da ispirazione senza terrorizzarmi”.

 

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