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MEDIA EDUCATION A SCUOLA: GLI SCENARI IN ITALIA E IN EUROPA

La media education per le scuole è una nuova sfida. L’ostacolo maggiore non sono gli insegnanti, ma una politica scolastica che integri i media nella quotidianità piuttosto che relegarla a poche ore. In Italia e in Europa ufficialmente ci sono linee guida incoraggianti. Vediamo insieme quali sono

La media education a scuola, in Italia e in tutta Europa, pone delle sfide didattiche interessanti. L’ultimo rapporto di Eurispes su queste tematiche mette in luce proprio le difficoltà dell’apparato scolastico che non aggiorna i modelli didattici ed educativi per far fronte alle nuove opportunità rese possibili dai New Media. Gli studenti e anche tanti docenti ben informati, non hanno quindi il necessario supporto burocratico che include la media education nella normale e quotidiana vita scolastica. Vediamo come, almeno ufficialmente, l’Italia e l’Europa in generale, stanno cercando di affrontare questa nuova sfida.

 

La media education nelle scuole italiane

La riforma Moratti (Legge 53/2003) già faceva riferimento al ruolo che i media dovrebbero avere nella scuola: "(...) lo sviluppo delle tecnologie multimediali e della alfabetizzazione nelle tecnologie, nel pieno rispetto del principio del pluralismo delle soluzioni informatiche offerte dall'informazione tecnologica, al fine di incoraggiare e sviluppare le doti creative e collaborative degli studenti (...)" (art.1, paragrafo 3, capoverso c). La direzione che il ministro Fioroni ha intrapreso sostiene la media education, sottolineando la necessità di raggiungere due obiettivi fondamentali: utilizzare i media per informarsi e comunicare e acquisire uno spirito critico nell’uso delle tecnologie e dei contenuti veicolati. In base a queste indicazioni generali sono stati stilati una serie di obiettivi specifici per grado scolastico. Vediamone alcuni:

- terza classe della scuola primaria (saper esplicare immagini, forme e oggetti presenti, riconoscere i diversi linguaggi e saper tradurre pensieri ed emozioni attraverso alcuni dei nuovi linguaggi);
- quinta classe della scuola primaria (riconoscere gli elementi grammaticali e quelli tecnico-visuali del testo iconico e del linguaggio audio-visivo. Uso della comunicazione audiovisiva);
- al termine delle scuole media (uso del linguaggio audiovisivo e capacità di produrre materiali multimediali grazie alla fusione di codici espressivi).

 

La media education nelle scuole europee

Le scuole europee hanno come riferimento unico la Carta Europea per l’alfabetizzazione ai media. I principi che sono alla base di questo documento si fondano sulla necessità di una didattica incentrata alla comprensione e alla formazione che punti su comunicazione, informazione ed espressione. L’alfabetizzazione ai media comprende diverse attività quali: accedere, accumulare, recuperare e condividere contenuti. Altro punto fondamentale è lo sviluppo di uno spirito critico che formi utilizzatori consapevoli che padroneggino i media senza esserne schiavi. 

 

Fonte immagine: farfamiglia.it

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