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GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO, O NO?

Come nasce l'amore? Si attraggono gli opposti oppure cerchiamo qualcuno con cui abbiamo delle affinità? Esiste una risposta definitiva a questo enigma?

Scegliersi un partner non è un compito semplice, bisogna trovare qualcuno che abbia la nostra visione e la nostra prospettiva della vita oppure sono gli opposti ad attrarsi?

Quali sono i criteri per una selezione vincente? La letteratura ci suggerisce diversi spunti di riflessione: la selezione naturale avvantaggerebbe maschi di successo e le donne fertili e in salute.

La prospettiva culturale invece distingue gli "individualisti occidentali" dai "collettivisti orientali": i primi sarebbero attratti dall'ideale romantico basato sull'attrazione per tratti individuali caratteristici, mentre per i secondi la continuità dei valori familiari affini avrebbe la meglio.

Insomma, esiste una risposta definitiva?

 

Siamo unici, insieme

Una delle teorie accreditate è che in amore gli opposti si attraggano: mare contro montagna, amore per i gatti contro amore per i cani, notturno contro diurno! Allora è giusto trovare qualcuno che abbia degli interessi diversi dai nostri e che ci allarghi le prospettive?

Forse non sempre è così, almeno per una ricerca del Wellesey College in collaborazione con la University of Kansas. I ricercatori hanno studiato 1500 coppie tra fidanzati, amici e conoscenti a cui hanno dato da compilare dei questionari che indagavano su personalità, valori e pregiudizi.

Tutte le coppie a prescindere da quanto si conoscessero avevano delle forti affinità. Secondo i ricercatori una strategia seduttiva che punti a far leva su delle peculiarità che non si riscontrino nell'altro al fine poi di farlo cambiare è destinata a fallire.

 

Da amicizia ad amore: è possibile passare indenni da questa prova?

 

Ma allora perché si dice che gli opposti si attraggono?

Se solo le coppie che hanno tante cose in comune sono destinate al lieto fine, perché è così diffusa l'idea che gli opposti si attraggono?

Il laboratorio di Neurobiologia dell'University college di Londra ci offre una spiegazione. Secondo l'unità di ricerca ci sarebbe un circuito neurale responsabile della regolazione di amore e romanticismo da un lato, e paura e odio dall'altro. Sentimenti opposti sarebbero alla base di comportamenti simili, quindi anche chi odiamo può far scattare in noi un intenso desiderio romantico.

Di fronte a persone che odiamo, così come davanti a coloro che amiamo si riscontra un'attivazione del circuito dell'odio che si trova sulla corteccia frontale: putamen e insula. Gli autori cercano di chiarire il legame sostenendo che in amore un atteggiamento aggressivo è richiesto quando siamo in presenza di rivali (putamen) e che l'incertezza dell'esito scatena ansia e agitazione (insula). 

 

Amore, incertezza

Beh torniamo a monte! Su chi investire? Opposti o uguali, non sembra esserci una formula precisa, di sicuro resta un compito difficile! La scienza ci dice qualcosa che forse già immaginiamo. L'incontro con qualcuno di differente, ignoto è sicuramente stuzzicante e ben si coniuga con il momento della passione e dell'innamoramento. Una relazione stabile nel tempo si nutre di condivisione e ciò richiama il concetto di affinità.

In ultima analisi però chi l'ha detto che in una stessa persona non possano condividere queste due anime e che la scoperta di opposti e somiglianze non possa essere una buona base per una relazione stabile? Buona caccia!

 

 

Come si costruisce un amore sano?

 

 

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