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SAN VALENTINO: LÌBERATI DAGLI AMORI NON CORRISPOSTI!

Folklore popolare vuole che San Valentino sia una ricorrenza triste e fastidiosa per coloro che non sono in coppia perché ancora in cerca della dolce metà o perché vittime di amori non corrisposti. E se fosse un’occasione per liberarsi da tutto questo e fare spazio a nuovi incontri?

San Valentino è una ricorrenza per lo più banale e commerciale, come apparentemente banali e semplicistiche sono, per come vengono trattate, le questioni che vi ruotano intorno su siti online e rotocalchi: c’è chi ha il “problema” di dover scegliere un regalo per la propria metà e chi ha quello opposto di ritrovarsi suo malgrado single quando non vittima di un amore non corrisposto.

E se San Valentino fosse un’occasione per passare da vittime ad artefici della propria vita anche nelle relazioni amorose?

 

L’amore non corrisposto

L’amore non corrisposto può assumere i tratti dell’amore platonico nella misura in cui il desiderio e il sentimento verso la persona amata non cessano dopo un suo rifiuto o con la constatazione che le circostanze impediscono l’unione, ma, anzi, l’amore cresce e si alimenta di fantasia e struggimento.

L’amore non corrisposto e i suoi drammi interiori è d’altra parte uno dei topos letterari e teatrali più diffusi: si pensi ad esempio alla storia di Cyrano de Bergerac e all’omonima canzone anche reinterpretata da Francesco Guccini o alla storica canzone del Banco de Mutuo soccorso 750.000 anni fa l’amore.

Ma per coloro che vivono un amore non corrisposto nella vita reale fuori dalle pagine dei romanzi che fare?

 

Che ci dice la psicologia dell'amore?

 

La paura de rifiuto

L’amore o più genericamente l’attrazione e il desiderio verso un’altra persona pongono psicologicamente davanti a un rischio ineliminabile che è quello del rifiuto.

L’amore non corrisposto può essere quello di chi è stato effettivamente allontanato dall’altro o quello di chi non si è mai dichiarato per non esporsi all’eventualità di subire un rifiuto.

Il rifiuto è d’altra parte anche una risposta con cui l’altro pone un limite al nostro desiderio e ci vincola ad uscire dalla fantasia per confrontarci col dato di realtà: la realtà dell’altro fino ad allora solo idealizzato e immaginato che ora può opporsi o negarsi al nostro desiderio.

L’autostima di alcuni può esser messa a dura prova; tuttavia scegliere di sentirsi vittime di un amore non corrisposto impedisce di concedersi altre opportunità di contatto con gli altri.

 

L’amore non corrisposto in adolescenza…

L’amore non corrisposto e i drammi che ne derivano rappresentano una vicenda tutto sommato nota e fisiologica in adolescenza quando, anche a causa delle repentine modificazioni psicologiche e fisiche con cui ragazzi e ragazze devono imparare a confrontarsi, si è molto più vulnerabili al rifiuto e più dipendenti dall’approvazione dell’altro.

È ben noto l’ipercriticismo che molti adolescenti hanno verso sé stessi: ci si può ritenere desiderabili solo se si ricevono approvazioni da parte degli altri fondamentali per sostenere la propria autostima.

Ma, si dirà, a parte casi di particolari fragilità personali, nell’adolescenza in un certo senso questo, e altri drammi, fanno parte del gioco.

 

…e in età adulta

Nell’età adulta rimanere lungamente vittime di un amore non corrisposto può comportare costi emotivi e psicologici più elevati che in adolescenza; da un lato perché può essere indice di un’autostima troppo fragile, dall’altro perché nel sentirsi vittime ci si ferma allo struggimento per l’amore non corrisposto negandosi opportunità e possibilità diverse.

Può trattarsi di qualcuno che ci ha esplicitamente detto un “no” o di un amore per noi francamente irraggiungibile, ma in un certo senso essere vittime di un amore non corrisposto è una scelta, nel senso che non rappresenta l’unica alternativa possibile.

Perché mai la propria autostima e il proprio desiderio dovrebbero dipendere da ciò che non si può avere? Provare a investire su altro rappresenterà forse un rischio, quello di non sapere cosa accadrà,  – mentre l’amore non corrisposto e il suo struggimento diventano noti e prevedibili nell’isolamento individuale di chi li prova – ma anche un opportunità di essere attivi artefici delle proprie vite.

 

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