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IMPARARE SFRUTTANDO I 5 SENSI

Cosa occorre per imparare davvero? Tutti e 5 i sensi. Ecco come incentivare diverse forme di apprendimento non limitandoci soltanto nel ricorrere agli stimoli visivi.

Ognuno di noi è dotato di 5 sensi ben conosciuti: vista, udito, tatto, gusto e olfatto, a cui è possibile aggiungere le abilità propriocettive, l’equilibrio e l’integrazione dei diversi sistemi sensoriali.

Gli organi di senso mettono in comunicazione con la realtà esterna e pertanto sono la primissima fonte di informazioni e apprendimento.

 

Canali di apprendimento

Molto spesso la multi-sensorialità viene dimentica e l’attenzione è rivolta all’utilizzo di un solo canale per l’apprendimento, solitamente il più utilizzato ovvero la vista. Tuttavia, la vista non è per tutti il canale preferenziale per approcciarsi al mondo e apprendere, e questo è vero anche per persone vedenti e non solo per i non vedenti.

Ci sono molte persone che apprendono meglio attraverso il “fare”, quindi il movimento che implica canale tattile e cinestesico, l’ascolto e il canale uditivo apprendendo attraverso l’utilizzo di suoni, armonie e ritmo, e così via.

È noto come nei soggetti con privazioni sensoriali, come cecità o sordità, gli altri organi di senso siano spesso maggiormente sviluppati e stimolati e quindi l’apprendimento avvenga attraverso altre forme e canali. Questo però è vero per tutti ed è importante riconoscere il canale di apprendimento preferenziale al fine di incrementale l’apprendimento.

È quindi funzionale progettare forme di insegnamento e apprendimento che sfruttino tutti i 5 sensi, uscendo dai classici metodi standard basati su ascolto della lezione, osservazione e lettura di testi e studio con mappe e disegni, e sperimentare nuove vie, che permettano a tutti di accedere alle informazioni e arricchire la conoscenza.

 

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Usare tutti i cinque sensi: una storia italiana

L’importanza dell’utilizzo dei diversi canali sensoriali e l’allestimento di modelli e strumenti per l’apprendimento che li sfruttino a pieno è bene nota a una psicologa e ricercatrice Monica Gori che, con il suo team progetta software e strumenti che utilizzano altri canali, oltre al privilegiato visivo, per favorire l’apprendimento in primis di bambini non vedenti (utenti a cui sono principalmente rivolte le ricerche del gruppo della ricercatrice chiamato UVIP, l'Unità per persone con disabilità visiva) ma anche di bambini normodotati che prediligono udito, tatto e movimento.

Un esempio su tutti è il far sperimentare ai bambini l’apprendimento della geometria attraverso la simulazione con il corpo di angoli e forme: nello specifico viene richiesto ai bambini di copiare quanto fatto da un robot osservato, che muove le braccia fino a formare un angolo di 90° retto, emettendo dei suoni associati e specifici, laddove sia corretto.

Oltre a questo, altri sono i dispositivi e gli strumenti messi a punto per favorire l’apprendimento attraverso suoni e movimenti, grazie all’utilizzo di tecnologie. 

 

Usare i cinque sensi: serve un cambio di rotta

Non tutti quindi apprendiamo allo stesso modo. Inoltre è importante considerare che l’integrazione di più canali di apprendimento favorisce la costruzione di una conoscenza più articolata e consolidata dando le stesse informazioni, ma in molti moti differenti. Questo non solo permetterà un accesso maggiore alla conoscenza di soggetti con disabilità sensoriali, problematiche di apprendimento o altro, ma sarà importante a livello generale per tutti gli alunni.

Accanto alla scuola e agli insegnanti, i professionisti e la comunità scientifica, attiva nella ricerca e progettazione di strumenti, strategie e ausili per supportare i diversi canali di apprendimento e incrementare l’accesso alla conoscenza.

 

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Foto: Mark Bowden / 123rf.com

 

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